Bersaglio: il Presidente

MOLA – E’ normale e naturale che i rapporti tra maggioranza ed opposizione raggiungano a volte momenti di tensione. Rientra nel mestiere dell’opposizione fare le pulci all’attività della maggioranza, sempre e comunque. A prescindere, direbbe il Principe, anche arrampicandosi sugli specchi e prendendo solenni cantonate delle quali ovviamente è altamente disdicevole ammetterlo e prenderne atto.

Il bersaglio contingente degli ultimi proclami accusatori dell’opposizione è il Presidente del Consiglio comunale, Gianni Vincesilao. Le doglianze non sono nuove, datano da un secondo dopo l’unanimismo di facciata per la sua elezione, con immediata successiva elezione del vice-presidente in appalto all’opposizione.

Fresco di nomina e di esperienza, decisamente un novizio, alla primissima esperienza in Consiglio comunale, Vincesilao si è impegnato nel suo ruolo, studiando Statuto e Regolamento e cercando, da par suo, di applicarlo al meglio. Questo non gli ha impedito di beccarsi gli strali dell’opposizione che ad ogni pie’ sospinto gli ha eccepito (con forzature, a volte, degne di miglior causa) di tutto e di più. Come la Rai, appunto, in un suo spot. Dai comportamenti interni ed esterni al Consiglio comunale, alla partecipazione a manifestazioni organizzate dall’Amministrazione comunale, alla gestione dei lavori consiliari e alla applicazione del Regolamento in maniera discutibile. E cioè, tradotto, in maniera non gradita all’opposizione. Per non parlare del fare capolino, e magari di parteciparvi fin dall’inizio, alle sedute della Giunta municipale, quantunque invitato a farlo, se del caso, dallo stesso Sindaco.

A Gianni Vincesilao l’opposizione imputa di far prevalere la sua militanza di parte nello svolgimento del suo ruolo, quello di Presidente del Consiglio, che di per sé è un ruolo di terzietà. Cioè, formalmente, al di sopra delle parti.

Ogni volta poi che l’opposizione in questi mesi, e cioè dall’insediamento della Giunta Diperna, ha lanciato, tra le tante altre, anche queste accuse (in Consiglio si sono ascoltate anche roboanti, addolorate ed affrante accuse di “attentato alla democrazia”, che hanno semplicemente lasciato basiti e divertiti i presenti) c’è stato sempre pronto il megafono del settimanale Fax, politicamente considerato ormai generalmente come il “Bollettino di Berlen” ed anche a volte, quando è funzionale, dell’intero centrosinistra, ad amplificare pedissequamente il tutto senza se e senza ma. Conferendogli con ciò, almeno nelle sue intenzioni, la sacralità del Vangelo e negando a priori ogni credibilità a chi poteva osare minimamente dissentire.

Secondo la regola aurea del chi dissente, chi mi riprende, non fa che provocarmi e insultarmi e mi impedisce di esprimere liberamente e democraticamente il mio pensiero. E vai, quindi, con lo stracciarsi le vesti e le addolorate accuse di attentato alla democrazia.

Storia vecchia, fritta e rifritta, che fa parte del dna della sinistra e di quei cascami di centro che ancora pretendono di albergarvi.

Se ne dovrebbero chiedere ragione anche quei fantomatici giovani (quarantenni cinquantenni sessantenni?) di Progetto Mola e del Partito Democratico, che non usano firmarsi ma solo genericamente denominarsi. Si lamentano, questi cari giovani, in un comunicato prontamente amplificato dal Bollettino, del clima pesante presente nella politica molese mai registrato in passato e del quale è responsabile, of course, solo e soltanto l’Amministrazione di centrodestra.

Qualcuno direbbe “c’è da rimanere allibiti” di fronte a certe affermazioni. Ma fino ad un certo punto. E’ evidente che il mettere la testa sotto la sabbia è molto più comodo che chiedere di rendere conto anche e soprattutto alla propria parte politica di politiche, comportamenti e metodologie che possano anche lasciare un po’ a desiderare.

Bisognerebbe avere anche un po’ di stomaco per farlo. Bisognerebbe occuparsi anche e soprattutto di politica, ma non è detto che, voglia a parte, si sia poi attrezzati per farlo.

Nella sua data per scontata, presunta e autoreferenziale superiorità culturale e politica l’opposizione non concepisce neanche, naturalmente, di poter porre in essere interventi e comportamenti sostanzialmente e continuamente provocatori e avvilenti, che alla lunga stancano e mortificano e che generano a volte risposte non proprio in punta di fioretto.

Ed è chiaro che una risposta a muso duro, finanche liberatoria da chi non accetta di essere considerato un minus habens (e da parte di chi, poi?), non è assolutamente concepibile da parte dei candidi fiorellini dei consiglieri del centro sinistra, che pensano di godere da sempre e per sempre di quella autoreferenzialità di cui sopra. Per cui, quella risposta a muso duro, ovviamente, è quindi inconcepibile ed esecrabile.

Ed ora il bersaglio, estremamente contingente e discutibile, viste le cantonate rimediate finora, è per i consiglieri di opposizione il presidente Gianni Vincesilao. E si sforzeranno fino all’inverosimile di portare la diatriba nel dibattito consiliare, confortati e magari anche ringalluzziti da qualche consigliere di maggioranza che, non sappiamo quanto consapevolmente o inconsapevolmente ma sicuramente dolosamente per la sua maggioranza, usa far di sponda ad una opposizione quanto mai invelenita e incattivita.

Altri bersagli sicuramente ne verranno in futuro. Dimentichi, però, i cari fiorellini di cui innanzi, di altri Presidenti del Consiglio (di loro patentata appartenenza) che hanno dato prova, nello svolgimento delle funzioni di Presidente del Consiglio comunale di discutibili parzialità gestionali ben più notevoli.

Memoria corta o di comodo, però chi può dimenticare, una per tutti, la gestione della presidenza da parte di Saverio Fumai? Un interventismo senza soluzione di continuità, un’applicazione più che forzata del Regolamento dei lavori consiliari solo in alcune particolari occasioni e solo verso alcuni particolari consiglieri. E l’allora consigliere Andrea Laterza, liquidato su due piedi senza tante cerimonie da segretario politico del Pds molese e da capogruppo consiliare del Pds, e di conseguenza non più nelle grazie della maggioranza, ne sa indubbiamente qualcosa.

Una presenza ed una gestione del ruolo di Presidente del Consiglio comunale a volte decisamente ingombrante e imbarazzante, che meritò ampiamente e sicuramente la constatazione più volte ripetuta in Consiglio comunale da parte della opposizione. E cioè, quella di settimo assessore della Giunta Cristino.

Pino Ruggiero

Un Commento a “Bersaglio: il Presidente”

  • Anna Maria:

    Chiedo scusa per la franchezza, ma non mi e’ chiaro chi ha detto cosa…e perché. Quali sono le azioni contestate al presidente del Consiglio? Quali le risposte a muso duro? A cosa? Chi le ha esternate? E potrei continuare. Un cittadino legge per informarsi e capire…Deve essere messo nelle condizioni di farlo anche da scrive un articolo…che altrimenti risulterebbe inutile, o meglio utile a parlarsi addosso…Grazie

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