Il Comitato per la salute si prepara alla lotta

Stefano Gaudiuso, Andrea Laterza, Vittorio Farella, Nicola Griseta, Giangrazio Di Rutigliano/Foto Pino Ruggiero
MOLA – Le cronache hanno registrato ultimamente quello che si paventava da tempo: la insufficienza e la chiusura vera e propria nelle ore serali e notturne del Punto fisso di primo intervento hanno causato conseguenze fatali per i cittadini.
I componenti del Comitato cittadino per la salute ne ricordano, in una conferenza-stampa, i particolari. Nei giorni precedenti lo scorso Natale un uomo vittima di un attacco di ischemia cerebrale ha dovuto aspettare circa quaranta minuti l’arrivo del personale del 118, chiamato subito dai suoi familiari. L’uomo è deceduto nei giorni seguenti. Lo stesso giorno di Natale, nel pomeriggio, un altro cittadino molese, emigrato in Germania ma presente a Mola per le festività, si è presentato al Punto di primo intervento accusando un malore. Ma nel turno pomeridiano del 25 dicembre scorso era presente solo un infermiere, impossibilitato ad intervenire senza la presenza di un medico, assente non si è capito bene se totalmente dal turno o perché momentaneamente impegnato in altro intervento. Fatto sta che in quella occasione i familiari dell’uomo, anche questo purtroppo successivamente deceduto, avrebbero anche, secondo il racconto dei componenti il Comitato, aggredito l’infermiere.
«Il disagio e la pericolosità della situazione è evidente» dichiara Vittorio Farella, componente del Comitato.
Il Punto fisso di primo intervento subisce da tempo un depauperamento dei servizi e il personale si trova ad operare in condizioni precarie. Dal 1° settembre scorso, poi, il servizio subisce anche la chiusura completa nelle ore serali e notturne. In pratica, dalle otto di sera alle otto del mattino successivo opera solo il 118, servizio a cui qualcuno nei mesi scorsi ha suggerito di rivolgersi anche per esigenze non proprio gravi.
A nulla sono valse le proteste dei cittadini e delle diverse Amministrazioni comunali interessate dalla chiusura nei loro Comuni di un servizio simile. Alcune di loro, tra cui quella molese, hanno anche fatto ricorso al Tar Puglia, ma l’esito è stato negativo.
Non è possibile, comune, rassegnarsi al fatto compiuto.
«Non vogliamo più vedere passività e arrendevolezze» dice Vittorio Farella. «Dobbiamo recuperare la nostra volontà di lotta e di reazione».
Il Comitato cittadino per la salute ha cercato un incontro con le autorità regionali, dopo quello ottenuto nei mesi scorsi con il direttore della Asl. Un incontro richiesto anche dal Comune di Mola, specie dopo l’approvazione di un documento-ordine del giorno votato alla unanimità in Consiglio, ma ce non ha trovato riscontro.
Il Presidente della 3a Commissione regionale, Dino Marino (Pd), si è reso disponibile per un incontro del Comitato con la Commissione, ma ha dovuto rimandare tale incontro perché la Commissione era impegnata per le sessioni del bilancio regionale. A Marino il Comitato ha chiesto che l’incontro avvenga con la presenza dell’Amministrazione comunale molese.
«E’ singolare» commenta Stefano Gaudiuso, consigliere comunale di Sinistra Liberamente «che il Comitato trovi riscontro in Regione e l’Amministrazione comunale non riesca ad avere un incontro con l’Assessore, neanche dopo il voto unanime del Consiglio di un documento sulla situazione venutasi a creare nella sanità molese. Il punto di primo intervento deve funzionare sempre e non solo durante il giorno. La notte le necessità sono più pressanti. Se la Regione mettesse in pratica le richieste espresse dai consiglieri molesi» continua Gaudiuso «potremmo avere il presidio aperto ventiquattr’ore su ventiquattro. Già le prestazioni erano scarse» aggiunge «se poi togliamo anche la presenza del medico…».
In questo campo, dichiara Andrea Laterza, del movimento Mola Democratica e componente del Comitato, «siamo assolutamente sguarniti. L’ordine del giorno votato dal Consiglio non è stato preso assolutamente in considerazione da nessuno».
Giangrazio Di Rutigliano (Futuro e Libertà e Comitato) afferma chiaramente che la riduzione del servizio è una vera e propria «omissione di soccorso».
Il Comitato intende stringere i tempi dell’azione di protesta. «Un’azione che esca fuori» dice Farella «che vada tra la gente e non resti chiusa nelle stanze del potere».
In programma un’assemblea cittadina, da effettuarsi possibilmente prima dell’incontro con le autorità regionali, alle quali prospettare anche la situazione del Laboratorio di analisi. Un servizio su cui sono stati fatti ingenti investimenti strutturali, con l’acquisto di nuove attrezzature, ridotto a un centro-prelievi a causa del trasferimento a Rutigliano del servizio semplicemente perché, affermano i componenti del Comitato, il dirigente sanitario del servizio risiede in quel Comune. E intanto a Mola si aprono nel frattempo ben due laboratori privati di analisi.
«E’ una questione di un medico» dicono in riferimento al problema del Laboratorio. «Basterebbe destinare una unità lavorativa, un medico, al Laboratorio di Mola per riportarlo alla piena attività, stando a quanto ci ha detto il capogruppo del Pd, De Caro», aggiungono i componenti del Comitato.
«Dobbiamo essere uniti» invita Giangrazio Di Rutigliano. «Quando siamo stati uniti abbiamo ottenuto qualcosa».
Un invito all’unità doveroso e legittimo, ma che si scontra già con l’amara realtà delle presenze alla conferenza-stampa. O meglio, con le assenze.
All’incontro, svoltosi presso la sede del movimento dei Moderati, erano presenti Vittorio Farella (Partito Socialista), Andrea Laterza (Mola Democratica), Giangrazio Di Rutigliano (Futuro e Libertà-Moderati Molesi) e Stefano Gaudiuso (consigliere comunale di Sinistra Liberamente).
Assenti, oltre a tutto lo schieramento di cntrodestra, anche tutte le altre forze politiche del centrosinistra. A cominciare dal Partito Democratrico, il cui segretario politico, Domenico Tagarelli, aveva polemizzato nei giorni precedenti con Matteo Ranieri, segretario del Partito Liberale, che contestava la opportunità della scelta della sede per la conferenza-stampa, rivendicandone invece la legittimità e la correttezza.
Assenze che pesano, quanto e più di quelle del centrodestra.
Pino Ruggiero


